Secondo un rapporto britannico sull’accessibilità, i tifosi con disabilità corrono dei rischi durante gli eventi dal vivo
Da un nuovo sondaggio condotto nel Regno Unito emerge che il 94% delle persone con disabilità corre dei rischi personali per partecipare a eventi dal vivo. Ecco cosa possono fare gli organizzatori per rendere l'accesso più facile.
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Quasi tutte le persone con disabilità che vanno ai concerti e agli eventi dal vivo si espongono a qualche rischio personale per farlo, secondo un nuovo sondaggio pubblicato il 3 novembre 2026 da Attitude Is Everything, un’organizzazione benefica britannica che collabora con l’industria musicale sul tema dell’accessibilità. Nel suo rapporto “State of Access Report 2026”, il 94% degli intervistati sordi, con disabilità o neurodivergenti ha dichiarato che partecipare a eventi musicali e dal vivo li espone a dei rischi.
Il rapporto è il primo grande studio “State of Access” dell’organizzazione in otto anni, nonché il primo a prendere in esame non solo il pubblico, ma anche gli artisti con disabilità e i professionisti del settore. È stato finanziato da Purple Guide Grants e Nimbus Disability. L’indagine è stata condotta in tutto il Regno Unito; finora non è stato reso noto il numero di intervistati.
I risultati provengono dalla Gran Bretagna, ma le esigenze che descrivono sono le stesse a un festival in Belgio, in una serata in discoteca ad Atene o a un matrimonio in un hotel di campagna in Austria. Per chiunque organizzi un evento con musica dal vivo, il rapporto è un’utile lista di controllo dei punti in cui le cose tendono ad andare storte più spesso.
Cosa hanno detto gli ospiti con disabilità nel sondaggio
Le esigenze di accessibilità più comuni segnalate sono state: posti a sedere o aree di riposo (61%), accessibilità per la mobilità (60%), supporto per malattie croniche o condizioni che limitano l’energia (59%), accesso ai servizi igienici (50%) e servizi per persone neurodivergenti (43%). Quasi due terzi degli intervistati, il 62%, ha dichiarato di aver dovuto spiegare più e più volte le proprie esigenze di accessibilità.
Il rapporto cerca anche di quantificare in termini economici le carenze nell’accessibilità. Si stima che le persone con disabilità paghino un costo aggiuntivo medio di circa 99 sterline per ogni evento a cui partecipano come spettatori, 138 sterline per ogni esibizione che tengono come artisti e 184 sterline per ogni impegno professionale. L’amministratrice delegata dell’organizzazione benefica, Catherine Pymar, ha definito i risultati «scioccanti, ma purtroppo non sorprendenti», secondo quanto riportato da Access All Areas.
I vantaggi economici per gli organizzatori
L’accessibilità non è solo una questione di fare la cosa giusta. Secondo il rapporto, un migliore accesso per il pubblico disabile potrebbe aggiungere più di 400 milioni di sterline di valore al settore degli eventi dal vivo nel Regno Unito. L’amministratore delegato di UK Music, Tom Kiehl, ha detto che al settore «vengono potenzialmente negati 400 milioni di sterline», come riportato da Music Week.
La stessa logica vale per gli eventi più piccoli. Un ospite che non riesce a trovare un posto a sedere, a raggiungere i bagni o a sopportare il rumore se ne andrà prima o non verrà affatto, e i suoi amici o familiari potrebbero seguire il suo esempio. Fornire informazioni chiare prima dell’evento riduce anche le domande dell’ultimo minuto per l’organizzatore.
Anche gli artisti ne risentono
Dato che il rapporto include per la prima volta gli artisti, è bene ricordare che la band o il DJ che ingaggi potrebbero avere esigenze specifiche, dall’accesso senza gradini alla possibilità di una stanza tranquilla prima dell’esibizione. Affrontare questi aspetti fin dall’inizio della trattativa evita sorprese il giorno stesso. I musicisti su Mucanto, per esempio, scelgono le zone in cui suonare e fissano le proprie tariffe, e i dettagli pratici come l’accesso al palco vanno concordati direttamente con loro.
L’organizzazione benefica afferma che i risultati saranno integrati nei suoi corsi di formazione, nella consulenza e nella sua “Live Events Access Charter”, una piattaforma online rilanciata a febbraio 2025 per aiutare gli organizzatori a migliorare.
Cosa fare
Pubblica le informazioni sull’accessibilità insieme all’invito o al biglietto: percorsi senza gradini, posti a sedere, servizi igienici, parcheggi e livelli di rumore previsti.
Offri un unico punto di contatto per le richieste di accessibilità e prendine nota, così gli ospiti non dovranno ripetere le loro esigenze.
Prevedi spazi per riposarsi: metti a disposizione posti a sedere vicino al palco e un’area più tranquilla lontana dagli altoparlanti.
Controlla di persona i servizi igienici e i percorsi all’interno della sede, compresi i terreni irregolari o provvisori in caso di eventi all’aperto.
Chiedi agli artisti quali sono le loro esigenze di accessibilità al momento della prenotazione, non il giorno stesso.
Istruisci il personale in modo che tutti sul posto sappiano quali servizi di accessibilità sono disponibili e dove si trovano.
Fonti
Music Week: ha riportato i risultati principali del sondaggio, le esigenze di accessibilità più comuni e i commenti di UK Music, 3 novembre 2026
Access All Areas: ha riportato le stime dei costi, l’attenzione dedicata per la prima volta nel rapporto ad artisti e professionisti e la carta dell’accessibilità rilanciata, 3 novembre 2026
Questo articolo è stato creato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Un editor di Mucanto ha verificato fatti e fonti e lo ha approvato prima della pubblicazione. Come lavoriamo